Festa della Madonna dei sette Dolori

inizi di Giugno a Pescara Colli

Torna la consueta festa dei pescaresi, ovvero quella dei Colli che si svolge la prima domenica di giugno al Santuario della Madonna dei Sette Dolori. Quasi una sagra di paese, dove le tradizioni si svolgono animatamente nel culto mariano. Ogni anno prendono parte ai festeggiamenti circa 35.000 persone che oltre a visitare il santuario, passeggiano tra le bancarelle, le giostre e le tavolate con i prodotti tipici locali ascoltando della buona musica.
La tradizione è antichissima, da notizie storiche tramandate e da alcuni documenti il culto della Madonna nell'attuale quartiere dei Colli ha origine tra il cinquecento e il seicento, quando il luogo dell'attuale santuario era ricoperto di cespugli e querce dove i contadini conducevano al pascolo le greggi. Un giorno su una pietra apparve l'immagine della Madonna, nella scena della deposizione della Croce: Maria aveva sette spade conficcate nel cuore e, sulle ginocchia, il corpo senza vita di suo Figlio. La notizia si sparse nelle contrade e iniziarono i pellegrinaggi. Dapprima si decise di portare l'immagine in una modesta cappella a Colle Ruscitelli (l'attuale contrada De Jacobis), ma il mattino seguente molti videro che l'immagine era stata spostata nel luogo dove c'era stata l'apparizione: pensarono ad uno scherzo e la pietra fu riportata di nuovo nella cappella. Il giorno seguente accadde la stessa cosa: tra tante perplessità fu riportata di nuovo nella cappella e ci si assicurò di aver chiuso bene finestre e porte (e fu fatta perfino la guardia durante la notte), ma l'immagine - il mattino dopo - fu ritrovata al posto dell'apparizione. Allora capirono che la Madonna aveva una predilezione verso quel luogo. Fu quindi eretta, in breve tempo, una cappella con un altare dove deposero la pietra, e in seguito costruirono una cupola e nel 1888 fu innalzata una torre campanaria. La storia racconta che il 26 novembre del 1665 fu celebrato il primo battesimo e la parrocchia fu chiamata "Santa Maria dei Sette Dolori" dal vescovo Raffaele Esuberanzio. Il 30 maggio del 1757 l'attuale santuario venne consacrato dal vescovo di Penne e Atri, Gennaro Fezzelli. La settimana seguente, prima domenica di giugno, si celebrò la festa popolare. 
Un secolo dopo ci fu un altro episodio che aumentò la devozione per la Madonna. Nel 1893 nei mesi di marzo e aprile le campagne di Castellammare Adriatico erano secche per la mancanza di acqua e il raccolto non si preannunciava,sufficiente. Rimaneva solo un'ultima speranza ricorrere in preghiera alla Madonna. Fu portata in, processione l'immagine prodigiosa per alcuni giorni e il 12 maggio, mentre la processione si dirigeva verso il mare, cominciò a piovere abbondantemente. Il simulacro venne riparato in una cappella marinara dedicata a Sant'Andrea, di proprietà del commerciante Fiorindo Verrocchio, e quella stagione il raccolto fu più abbondante del solito. Ogni anno per ricordare questo fatto il 12 maggio si celebra la giornata del ringraziamento. In seguito fu costruita una nicchia sul lato destro della chiesa, dove si custodisce il simulacro, per ricordare il miracolo della pioggia. Il 3 dicembre 1952 Pio XII proclamò in perpetuo la Madonna dei Sette Dolori Celeste Patrona della diocesi di Pescara-Penne. Il 16 gennaio del 1959 sotto Giovanni XXIII, la chiesa divenne Basilica.


A LA MADONNE DE LI SETTE DULURE

E' cchiù de trecent'anne che vedeme
a lu poste che Esse s'à capate,
sta bbella Madonne vistite de nere
nghe Sette Spade 'mbezzate a lu core.
Nu jurne à cumparite a l'empruvvise
a pecurale e a li contadine,
e se strigneve Jesù Criste morte,
come pe dice: - Ecche che m'armaste
de nu fije morte sopre a na Croce,
pe salvà lu monne da li peccate,
pe fa cchiù bbene e pe spanne la Pace,
c'à predecate Amore a tutte quante.
E' la Madonne de li Sette Dulure
sta Femmene calate da lu céle
e bbenedette da lu Spirte Sante,
che parle a ggenta povere e a lu ricche,
a chi ce crede, a chi nen je n'emporte,
e tante fà pe fà prehà la ggente.
Pure li Cardenale fanne unore
a sta Madonne de la casa nostre,
che mo è Prutettore de Pescare,
e ci-arcummanne a Ddije Unniputente
d'alluntanà lu male e lu peccate,
e che ce fa campà nghe sentemente
a fa na vite senze la viulenze,
arrubbe arrubbe e fìje nghe la droghe,
e dà na mane a chi ne tè bbesugne.
Salve,
Madonne de li Culle de Pescare!.

Antonio Caposiena


 

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Ultimo aggiornamento: 31-05-2008 .

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