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L'intervento del nostro Direttore alla presentazione del libro (a cura del Dott. Ernesto Grippo) |
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La nostra vita è impoverita dalla perdita del passato e quindi della memoria. L'oggi rischia di essere per tutti noi immerso in una ripetitività banale. Il volume "Villa del Fuoco - le immagini raccontano" è un monito forte alla città di Pescara, ai pescaresi, agli uomini di buona volontà. Un monito a riscoprire la propria identità storica e culturale, a rispettare il proprio passato, ad essere orgogliosi per quanto hanno fatto i nostri avi, i nostri genitori. L'amore per la storia, per ciò che è stato, è la carta vincente per vivere consapevolmente il presente e guardare con ottimismo al futuro. Un quartiere, con il suo passato, è un microcosmo prezioso che offre una lettura disincantata e al tempo stesso realista di quella storia quotidiana che non si rintraccia sui libri di storia ma che contribuisce a scrivere la Storia dell'umanità. L'uomo è ciò che è stato prima di essere ciò che sarà. Le giovani generazioni rischiano di essere eccessivamente immersi nel presente. Ma anche gli adulti troppe volte rincorrono il presente senza comprenderne le reali motivazioni. Il passato deve essere approfondito, rivissuto e analizzato per comprendere gli errori e le positività, il presente può essere vissuto serenamente solo con questa premessa e nella consapevolezza che ci attende un futuro tanto incerto nel suo divenire prossimo quanto certo nel suo divenire ultimo. Sfogliare le pagine di questo volume aiuta ad acquisire quella capacità all'ascolto e al discernimento che costituiscono la carta vincente per vivere a pieno il nostro tempo. Villa del Fuoco, con questo ennesimo e lodevole sforzo dell'Associazione Culturale "12 Luglio", lancia con vigore un messaggio alla città di Pescara e non solo: riscopriamo la nostra storia, rifuggiamo strumentalizzazioni gratuite e distorsioni dolose, appropriamoci del nostro passato e offriamolo alle generazioni future come il bene più prezioso. E' questa la cartina al tornasole della dignità di un popolo. La città di Pescara con i suoi 75 anni di vita deve cominciare a costruirsi una propria identità storica e culturale in assenza della quale rischia di procedere senza una rotta, di incamminarsi su un binario morto. Le avvisaglie di una rotta vaga sono numerose ma non possiamo e non dobbiamo scoraggiarci perché sta a tutti noi il compito di contribuire ad una definizione della rotta giusta da seguire per uno sviluppo armonico di Pescara e del suo territorio. Dottor Ernesto Grippo |