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Giovedì 24 gennaio 2002 La giornata della PACE Trascriviamo parte dell'intervento dell'Arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini che ha svolto venerdì 25 gennaio a Lecco sul tema: "Leggere da cristiani il mondo che cambia". |
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L'incontro di Assisi che, nei giorni scorsi ha visto convenire su invito del Papa i rappresentanti delle Chiese cristiane non cattoliche e quelli delle altre principali religioni del mondo è stato un evento straordinario, il cui significato dovrà essere ancora ulteriormente approfondito. Parteciparvi per me è stata un'autentica grazia. Siamo partiti tutti - vescovi e ospiti - insieme col Papa, in treno, dal Vaticano. E' già questa s'è rivelata una bella esperienza perché si è cominciato subito ad incontrarsi e a conoscersi. La giornata si è poi articolata, com'è noto, in tre momenti. Nel primo momento ciascun leader ha offerto la propria testimonianza per la pace. Quindi, ha preso la parola il Papa che nel suo discorso ha richiamato le motivazioni dell'incontro e soprattutto ha affermato ciò che più gli sta a cuore, ossia che non ci può essere guerra di religione, che dalla religione non nasce la guerra, non nasce la violenza, non nasce il terrorismo, e che tutte le religioni si possono, si devono rispettare. Sono i grandi temi peraltro che specialmente dall'11 settembre egli ha continuamente richiamato. Non mancano nel nostro tempo studiosi che prevedono per il terzo millennio guerre di culture e addirittura di religioni. Giovanni Paolo II con tutte le sue forze vuole dimostrare che non è così che le religioni sono invece fonte di pace e di perdono, dialogando esse stesse tra di loro pur essendo così diverse. E infatti, ad Assisi, ha molto insistito su questo: "Vogliamo mostrare al mondo che lo slancio sincero della preghiera non spinge alla contrapposizione e meno ancora al disprezzo dell'altro ma piuttosto a un costruttivo dialogo nel quale ciascuno senza indulgere in alcun modo al relativismo né al sincretismo prende anzi più viva coscienza della testimonianza e dell'annuncio". E ancora: "E' ora di superare decisamente quelle tentazioni di ostilità che non sono mancate nella storia anche religiosa dell'umanità". Si è arrivati quindi al momento della preghiera: i rappresentanti di ciascuna religione hanno pregato per loro conto, secondo i propri riti e le proprie formule. E questo si è rivelato il momento centrale della giornata. Nel pomeriggio è arrivato il momento degli impegni. Vi hanno preso parte le confessioni cristiane e tutte le grandi religioni, insieme ad un ampia folla di giovani. Ma soprattutto la figura del Papa è stata veramente dominante. Giovanni Paolo II stava seduto sullo stesso piano di tutti i capi religiosi; era lui al centro e che la sua autorevolezza costituiva una forma di riferimento mondiale. Il che rappresenta un fatto importante: è la prima volta nella storia che tutto l'universo religioso riconosce il Papa di Roma il punto di riferimento e di coagulo, colui che è capace di far riflettere sui grandi temi che assillano l'umanità. |
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LE DODICI RELIGIONI AD ASSISI
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