Il Terrorismo

(a cura di Bernardo Pelagalli)


Il raccapricciante atto compiuto dagli afghani nei confronti delle torri gemelle e del Pentagono, orgoglio architettonico degli Stati Uniti, con la conseguente morte di ben seimila pacifici cittadini, ripropone un tema caduto nel dimenticatoio: il terrorismo.

E' stato questo il momento in cui sono tornati a rivivere nella mente dei più, le diverse forme di terrorismo intese comunque, a seminare distruzione e morte tra i civili.

Purtroppo, tali atti causati da motivi economici o da ideologie razziste e fanatismi religiosi hanno avuto conseguenze sulle masse inermi dei cittadini.

Non furono, infatti milioni di ebrei a pagare con la vita l'insensata convinzione di supremazia della razza ariana?

0 ancora non furono gli abitanti di Dresda a subire feroci bombardamenti mentre rimasero in piedi gli obbiettivi militari?

E per finire, non pagarono con la vita, e forse continuano ancora a pagare per le conseguenze, gli abitanti di Nagashachi ed Hirhoschima distrutte dalle sperimentali bombe atomiche?

E' convinzione diffusa che non sarà quello americano l'ultimo di tali atti, poiché la natura dell'uomo non sembra voler cambiare; essa tende sempre alla sopraffazione del più debole ed alla conquista del potere.

Quanto meglio sarebbe se si desistesse da queste manie di grandezza, certamente di natura schizoide, e si cercasse, invece di elevare le condizioni di vita di molti popoli che versano nell'indigenza più assoluta; non bastano, infatti le ammirevoli opere di coraggiosi uomini ad ottenere questo risultato!

E' tempo che i "grandi" dell'economia e della politica mondiale si sveglino.

Solo allora, quando cioè tutti gli uomini, a qualunque razza appartengano, potranno nutrirsi convenientemente, scolarizzarsi e curarsi in ospedali specializzati, il terrorismo potrebbe se non scomparire del tutto, almeno ridursi notevolmente.

E' la sola arma che esiste: probabilmente però non sarà mai usata.