Le Maschere italiane

(testo e disegni di Angela Scogna)


La storia di Arlecchino e Colombina, Brighella e Pantalone, che ogni anno ci prestano, a Carnevale, i loro costumi, inizia in Italia nel 1500. 

A quel tempo si formarono delle compagnie di attori che erano anche autori e registi dei loro spettacoli; nacque così la "Commedia dell'Arte". 

Questo nuovo genere entusiasmò piazze e teatri d'Italia e d'Europa con "la recita a soggetto" che non si serviva di testi scritti ma di "canovacci" sui quali si improvvisava secondo le richieste del pubblico dando sfogo a tutto l'estro di ballerini, acrobati, mimi, cantanti e attori. Essi, con i loro lazzi evidenziavano i vizi e i difetti dal popolino minuto al mercante avaro e del nobile prepotente, rappresentanti della società del tempo. I personaggi erano maschere: ciascun attore ne rappresentava una che diventava il suo ruolo per tutta la vita. Di tutte le maschere che ebbero vita in quel periodo quella rappresentata nei disegni divennero le più famose.

Arlecchino

Bergamo Bassa

Tartaglia

Napoli

Pantalone

Veneto

Meneghino

Lombardia

Scaramuccia

Dottor Balanzone

Emilia Romagna

Stenterello

Toscana

Orazio e Leandro

Pulcinella

Napoli

Colombina

Veneto

Capitan Spaventa

Brighella

Bergamo Alta