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Personaggi Illustri di Villa Del Fuoco Gaetano Cipollone (a cura di Francesco Cipollone) |
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L'amico Giampietro D'Onofrio, nelle sue ricerche sui parroci di Madonna del Fuoco, si è imbattuto in un "caratteristico" personaggio del nostro quartiere: "Zi Gaetanucce", cioè Gaetano Cipollone. La ultranovantenne Suor Assunta Scalisciani (ex Economa Generale del Ravasco) gli ha riferito che per lei è stato " l'uomo più buono conosciuto nella sua vita ". E così Giampietro mi ha invitato con insistenza a scrivere un articolo su Zì Gaetanucce.
Gaetano Cipollone è nato a Villa del Fuoco (PE) il 7 agosto del 1878, da Angelo Maria detto "Mastro Attilio" e da Concetta Nicolai di Spoltore. L'abitazione sia di papà Angelo Mafia che del nonno Biagio, l'unica di quella strada l'attuale Via Stradonetto, era quella dove quasi tutti i Cipollone nacquero e vissero ed era chiamata la "Casa dei Periti", probabilmente dovuta al fatto che doveva servire come luogo di rilevazione o studi di agraria o quant'altro. La Proprietà comprendeva, oltre la casa, un vasto appezzamento di terreno che si estendeva sino a quasi l'attuale aeroporto. La terra era coltivata soprattutto a vigneti ed a molti alberi da frutta; la coltivazione era affidata a dei braccianti del luogo, poiché Biagio, oltre alla professione di calzolaio, commerciava vari articoli inerenti al suo lavoro (cuoio, suole ecc.) e non aveva tempo per dedicarsi alla cura delle sue terre. Anche Angelo Maria (1842) abbraccia la professione di papà Biagio e lo ampia commercialmente. Con biga trainato da un mulo è presente in vari mercati e fiere dei paesi limitrofi. Durante le sue numerose presenze al mercato di Spoltore, conosce e sposa Concetta Nicolai il 15 ottobre del 1874. Dalla loro unione nascono Gaetano (1878) e Francesco (1880). Concetta, donna pia e di grande generosità, come la ricordano i suoi numerosi rupoti, proveniva da una famiglia agiata ed era dotata di una discreta cultura; cosa rara per le donne di quel tempo. (A questo proposito lo zio Luigi mi precisa che alle donne di allora l'istruzione era limitata solo al saper leggere, impedendo così eventuali corrispondenze con pretendenti). Il fratello di Concetta, Panfilo, ordinato Sacerdote, col nome di Padre Bonaventura, officiò per molti anni nella Parrocchia di San Panfilo di Spoltore come Prevosto ed in seguito, come frate dell'Ordine Minori di S. Francesco, terminò la sua missione dedicandosi ai più poveri secondo la regola di appartenenza. Queste due figure, mamma Concetta e zio Panfilo, al quale il fanciullo G4etano era molto legato, contribuirono alla sua educazione arricchendo sia la sua voglia di sapere che alla conoscenza ed iniziazione alla fede cristiana. Intanto Gaetano apprende la professione del suo papà "Mastro Attilio", com'era consuetudine e come recitava un detto dell'epoca: "l'arte di lu patre è mezz'amparate!" Alla morte prima di mamma Concetta di papà Angelo Maria, i giovani e poi figli Gaetano e Francesco detto "Ciccillo", si ritrovarono ad affrontare le inevitabili decisioni conseguenti la loro dipartita e progettare quindi il prosieguo del loro futuro lavorativo. In questo, trovarono valido e disinteressato aiuto da un signore di Pescara che fu padrino di Cresima, certo Tommolino, orefice con un rinomato negozio nel centro di Pescara Porta Nuova. Tommolino (o Tommolini) era un uomo di forte personalità e rispettabilità e, data la sua professione, conosceva ed aveva rapporti con la gente "bene" di Pescara. Infatti introdusse presso un salone di barbiere di Corso Manthonè il giovane Francesco, che lo rilevò dopo alcuni anni (salone ancora aperto e che ha fama di aver datato, durante la sua attività, tre secoli: 1800 - 1900 - 2000); mentre consigliò ed aiutò il giovane Gaetano nella professione di calzolaio; fra i suoi clienti si annoverano i fratelli Camplone, fondatori dell'omonima Fonderia. Nel 1904, Gaetano sposa Rosina Testone una giovane di Villa del Fuoco con abitazione sulla Via Tiburtina; dalla loro unione nascono: Guido, Mario, Attilio e Nazareno. Egli si dedica con dedizione all'educazione dei figli che lo ricorderanno come un padre amorevole ma severo ed intransigente. Amava molto leggere; nel suo piccolo laboratorio facevano bella mostra molti libri ed uno era sempre aperto e posato sul suo tavolo di lavoro, pronto ad essere letto nei momenti di pausa. Era molto igienista, si racconta che era solito consumare brevi pasti in piedi per favorire la digestione. Gaetano frequenta con assiduità e con generosità le varie vicissitudini della comunità religiosa di Villa del Fuoco, aiutava e si faceva promotore per le loro necessità. Non era un "bigotto" ma un uomo dotato di una grande fede; spesso lo si vedeva servire la S. Messa. Per i suoi molti viaggi a Chieti dove si recava alla Curia Vescovile a perorare la venuta di un parroco fisso e la costituzione a Parrocchia per la comunità di Madonna del Fuoco, aveva stretto un rapporto di rispettosa amicizia con l'Arcivescovo Mon. Venturi. Era diventato il suo calzolaio di fiducia e gli confezionava scarpe su misura, infatti, quando l'Arcivescovo veniva nella chiesa di Madonna del Fuoco, si fermava sempre nella sua abitazione dove Gaetano prendeva le ordinazioni o le misurava le scarpe. Una giovane dell'epoca, la signorina Rosa Cirilli, in un suo scritto così lo ricorda: "Uno dei più assidui e più fedeli della nostra Parrocchia era il Signor Gaetano Cipollone, il quale più volte si era recato a Chieti per supplicare Sua Eccellenza Monsignor Arcivescovo Venturi onde avesse la pietà delle anime nostre e Sua Eccellenza prometteva sempre, ma gli faceva capire che di sacerdoti vi era grande scarsità e non solo la nostra parrocchia era priva di Parroco. Nell'ultima sua visita che il Signor Gaetano Cipollone fece all'Arcivescovo, presentò a questi una lettera o, per meglio dire, una supplica scritta da me, come presidente dell'Associazione Femminile di Azione Cattolica". Gaetano fu il primo ad essere informato, nel 1934, della costituzione a Parrocchia della comunità di Madonna del Fuoco, Monsignor Venturi, infatti, lo mise al corrente dell'evento. Nella cerimonia liturgica di costituzione a Parrocchia, il Monsignore, nel fare gli auguri a tutti i novelli parrocchiani, volle citare l'impegno e la costanza che il Signor Gaetano Cipollone profuse affinché si avverasse tale evento. Gaetano fu amico e consigliere di tutti i parroci che si succedettero a Villa del Fuoco sino alla sua morte che avvenne il 14 giugno del 1940. Nel Requiescat così l'adorata moglie ed i figli, lo vollero ricordare: "Piega, Signore, il tuo orecchio verso le nostre preghiere, con cui supplichiamo la tua bontà: affinché tu collochi nella regione della pace e della luce l'anima del tuo servo Gaetano, che tu facesti partire da questo mondo e disponga che sia ammesso nella compagnia dei tuoi santi." |