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IL TEMPO PESCARA & PROVINCIA VENERDI' 22 marzo 2002 VILLA DEL FUOCO Immagini sulla vita di una piccola comunità dall'Ottocento a oggi La storia di un quartiere sul filo della memoria LA STORIA di un quartiere raccontata per immagini e documenti dall'Ottocento ad oggi. E' la storia di Villa del Fuoco, una piccola comunità che vuole conservare la propria identità nonostante l'inglobamento in una città sempre più cosmopolita e caotica. L'idea di fissare in un volume tempi, volti, luoghi, personaggi, evoluzione urbanistica della zona è partita dall'Associazione culturale "12 luglio" di cui è presidente Francesco Cipollone. Il libro "Villa del Fuoco, le immagini raccontano", edito dal periodico quadrimestrale "Il Giornalino", organo ufficiale dell'Associazione - dice Francesco Cipollone - è un'operazione di trasposizione e selezione di una imponente massa di foto e documenti, già oggetto di apprezzatissime mostre. Un lavoro culturale che vuole essere una testimonianza di come un gruppo associativo vuole ricordare e onorare i propri avi, i genitori, gli amici scomparsi, narrando con immagini i luoghi della loro terra natia. Nella vecchia foto accanto, donne del quartiere alla scuola serale. Il volume sarà presentato domenica prossima, alle ore 18 presso la sala parrocchiale della Madonna del Fuoco. Interverranno Ernesto Grippo, direttore responsabile de "Il Giornalino" e il prof Antonio Zappi. Avvenire Domenica 17 marzo 2002 LIBRO - A Villa del Fuoco l'Associazione «12, luglio» rispolvera con orgoglio la storia di un quartiere Le immagini raccontano valori e sacrifici PESCARA. Non c'è fede cristiana se non è nutrita di memoria. Non c'è futuro se non c'è passato. Assunti che meritano di essere ripetuti sino all'ossessione in questa era di globalizzazione che porta sempre più a vivere freneticamente il presente senza una meta. Giunge a proposito e merita un plauso incondizionato lo sforzo dei soci dell'associazione culturale «12 luglio» di Villa del Fuoco. In un poderoso volume, che sarà presentato ufficialmente domenica prossima 24 marzo, alle 18, nella sala parrocchiale della Madonna del Fuoco dal professor Antonio Zappi, sono stati raccolti documenti e foto che raccontano valori e sacrifici di una popolazione e del suo territorio. Solo l'amore per le radici, il congenito attaccamento ai valori autentici ed il rispetto per i propri avi potevano indurre un'associazione culturale a profondere tante energie per elaborare un volume che sprigiona ricordi e sentimenti. Decine e decine di foto che stimolano la riflessione perché uno scorcio di una strada o uno sguardo di un giovane nel dopoguerra sono più eloquenti di cento contributi di storici e letterati. Il volume si colloca nel,la direzione segnata dai vescovi italiani ed evidenziata dal segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori: «Assistiamo ad una nuova percezione del tempo, caratterizzata dall'appiattimento sul presente di gran parte della nostra vita, impoverita dalla perdita del passato e quindi della memoria, ma anche del futuro e quindi della speranza; - scrive il presule nella sua relazione agli Orientamenti Pastorali Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia -. In tal modo l'oggi diventa ripetitività banale e non più tempo opportuno in cui accade per noi la salvezza». E' certo che il senso della memoria costituisce un valore aggiunto imprescindibile per quanti desiderano vivere da protagonisti la vita odierna. Le nuove generazioni devono attingere testimonianze preziose dal passato dei loro genitori e dei loro nonni perché solo così potranno essere in grado di comprendere a pieno la vita che si trovano a dover affrontare con le sue positivi e le sue negatività. Bisogna dare atto che il volume esalta la mission di questa associazione che, a ragione, è aiutata a crescere dal generoso don Giuseppe Comerlati, parroco della Madonna del Fuoco e Vicario Episcopale per l'Evangelizzazione. ERNESTO GRIPPO www.abruzzomio.it
VILLA DEL FUOCO SI RACCONTA CON IMMAGINI L'Associazione Culturale "12 Luglio", nell'ambito delle proprie attività culturali, ha stampato un volume contenente circa trecento immagini tra luoghi e personaggi della Villa, oltre ad ampie notizie riguardanti la storia della piccola comunità ad iniziare dall'ottocento ad oggi. Il libro "Villa del Fuoco - le immagini raccontano", edito dal periodico quadrimestrale "Il Giornalino", organo ufficiale dell'Associazione, è un'operazione di trasposizione e selezione di una imponente massa di foto e documenti di Villa del Fuoco che sono state oggetto di apprezzatissime mostre; un lavoro culturale che vuol essere una testimonianza di come un gruppo associativo vuole ricordare ed onorare i propri avi, i genitori gli amici scomparsi, narrando con immagini i luoghi della loro terra natia. Il librò sarà presentato domenica 24 marzo 2002 alle ore 18, presso la Sala parrocchiale della Madonna del Fuoco. Interverranno: il Dott. Ernesto Grippo, Direttore Responsabile de "Il Giornalino" per la prefazione e il Prof. Antonio Zappi, per la presentazione. Il Centro DOMENICA 24 marzo 2002 Villa del Fuoco, tuffo nella storia Rivivono 100 anni di personaggi
PESCARA. Il diario di guerra di mamma Peppina, una donna del popolo, che ai figli aveva saputo nascondere gli orrori di quei giorni facendoli apparire come un gioco. Sì, proprio come Benigni nella Vita è bella. E poi l'eroismo di una ragazzina, Luisa Cascella, morta di tifo a soli 14 anni, nei ricordi strazianti di mamma Addolorata e della maestra, Rosina Cirilli.
Un secolo di storia nel libro «Villa del Fuoco, le immagini raccontano» che l'associazione «12 luglio», presieduta da Francesco Cipollone, presenterà oggi alle 18 nella parrocchia di via Stradonetto dedicata alla Maria Santissima del Fuoco. Il volume, edito dal periodico "Il Giornalino" diretto da Ernesto Grippo, 256 pagine, disegni in copertina di Iris Puca e redatto da Vittoria Camplone, Angelo Battista, Anna Levíta, Anna Maria Dionisio e Francesco Cipollone, è dedicato «ai nostri genitori grati per averci insegnato il valore della tradizione». La prima parte dell'opera - spiega nella recensione Ottaviano Giannangeli - è occupata dalle vicende della «chiesetta rurale» di Villa del Fuoco intorno alla quale vivevano famiglie di agricoltori (duemila anime). Nel 1933 la chiesa diventa parrocchia e si pensa a un nuovo "tempio" la cui posa della prima pietra avviene il 6 ottobre 1963 con la partecipazione del cardinale Stefano Wiszynsky e l'arcivescovo Iannucci. Ma solo nell'estate del 1996 la nuova chiesa si è potuta inaugurare con la benedizione di monsignor Cuccarese. Tra i primi matrimoni c'è quello del 27 ottobre del 1934 tra un pastaio pescarese, Ercole Passeri di 23 anni e una 19enne di Sambuceto, Emilia Di Nicola. Il libro mostra i parroci dal '34 ad oggi, il sacrestano Clemente Cirillo, gruppi dell'Azione Cattolica, degli scout Agesci, dell'Associazione Sant'Agnese, della corale Madonna del Fuoco diretta dal maestro Francesco Colombaro, dei fochesi nel mondo. e delle vocazioni, tra cui quella di don Marcello Mammarella. E ancora foto di scolaresche; di artisti, Roberto "Ciro" Cipollone, dell'idea della scultupittura di Antonio Pacifico; delle società sportive, Tiburfuoco e Lafarge; della prima pompa di benzina Shell di Eugenio Camplone; della scomparsa della. Taverna de li Surgini dove sostavano i commércianti di passaggio. E poi i protagonisti della vita sulla Tiburtina e dei rioni Birzune e Zampafusse: Plinio Pelagatti, Ernesto Cascella, Ennio Tiriticco, i parrucchieri Passeri e Cípollone, i pastai Pacifico, le scuole di ricamo e le scuole serali, za Rusina, il capotreno Giancola, za Giuvine di Duminicone. Laceranti i ricordi di mamma Addolorata sulla figlia Luisa: «Ero tornata da poco dall'ospedale e Luisa, durante la mia assenza si era occupata della famiglia, padre e fratellini, come una vera donna. Mi diceva: "Non ti stancare mamma, ci sono qua io. Perché il Signore mi ha tolto una figlia così?». La morte di Luisa, piccola eroina del suo tempo, avvenne il 10 novembre 1938. «La campana della chiesa ne diede l'annuncio», ricorda la maestra di catechismo Rosa Cirilli, «e tutti immaginavamo che suonava per un angelo volato in cielo». Infine un diario di guerra, scritto con grande capacità di sintesi da Fortunata Pompeo Marchetti in Cipollone. Si legge il 31 agosto 1943: «Prima incursione, grande paura». 8 settembre: «Armistizio, gioia immensa, grande sollievo». E sedici giorni dopo: «Sfollamento alle tre del mattino verso Collecorvino» e il 2 maggio 1944: «Bombe molto vicine a noi. Credevamo di morire tutti». Cindy Virgili IL SALUTO DELL'ARCIVESCOVO MONS. ANTONIO IANNUCCI
Ho ricevuto inaspettatamente, come un profumato fiore di primavera, il libro "Villa del Fuoco - Le immagini raccontano". Ringrazio lei e il caro direttore Dottor Ernesto Grippo. Rileggendo il libro ho ripensato alle varie e sempre crescenti vicende dei territorio, della storia religiosa, culturale, artistica e sociale di Villa del Fuoco. Una nuova ondata di felice ricordo sin dal lontano passato ha permeato e avviluppato la mia esistenza Sacerdotale. A me toccò, come cancelliere della Curia Metropolitana di Chieti, redigere il decreto di nomina dell'amabile e umile Don Mario Iocco a Parroco della Madonna del Fuoco dal 1° Gennaio 1946, il quale rafforzava ali anelli della catena dei venerati sacerdoti polacchi. Questi, infatti, dal 31 di maggio 1934 avevano avviato l'animazione spirituale dei fedeli della nuova Parrocchia eretta in quella stessa data. Per i disegni misteriosi della Divina Provvidenza, eletto Vescovo di Penne-Pescara il 25 Marzo 1955, seguii i primi difficili passi di progresso religioso, umano e sociale della zona. Una pagina fulgente caratterizzò la Parrocchia della Madonna del Fuoco con la benedizione della prima pietra della nuova Chiesa da parte dell'eroico testimone della fede, il Cardinale Stefano Wjszynsky, primate di Polonia, il quale il 6 Ottobre 1963, da me fu invitato per la gioiosa circostanza della benedizione nello stesso giorno di sei prime pietre per l'erezione di sei nuove Chiese parrocchiali in città. Con la benedizione delle prime cinque pietre fu avviata sollecitamente e portate, a completamento la costruzione di cinque nuove Chiese, mentre, per vicende dipendenti da difficoltà burocratiche e tecniche collegate con la morte di Don Mario Iocco, rimase in attesa per parecchi anni quella della Parrocchia della Madonna del Fuoco. Ma la benedizione del Santo Cardinale Wjszynsky non poteva vanificarsi. A conferma di quella il 29 Marzo 1984 fu da me nuovamente benedetta la pietra che ha fatto da base per una rapida attuazione e per un artistico perfezionamento della nuova fulgente Chiesa. Ma i venti anni di attesa per il nuovo luogo sacro non sono passati inutilmente, perché. nel frattempo, il popolo è gradualmente cresciuto nelle quattro angolazioni della fede paolina: larghezza, lunghezza, altezza e profondità, assieme a un notevole sviluppo demografico e ambientale da poter ripetere, per Villa del Fuoco, la frase del Manzoni "Un gran borgo al giorno d'oggi che si incammina a diventar città". Pur non potendo partecipare alla presentazione del prezioso volume, di cui ho ammirato le numerose e significative fotografie riportate nel libro, assieme alla rievocazione di molti ricordi storici, invio a tutti la mia benedizione augurale come presenza di speranza per l'Alleluia di Pasqua. Antonio Iannucci Arcivescovo |