Contenuti del Museo e Breve visita guidata (percorso consigliato)

Il Museo si estende per una superficie di 6.000 mq con oltre 6000 reperti che vanno dal neolitico superiore al 1950. Per alcuni aspetti concettuali, il Museo costituisce una rivoluzione organizzativa nel senso che intorno all'oggetto e per l'oggetto è stato ricostruito l'ambiente proprio. In questo momento ti trovi in un'area che noi consideriamo "didattica". Questa area ha, come vedi, dei pannelli che, iniziando da sinistra, sono preceduti da un semicilindro che sostiene una macina in pietra dei 1600 e che porge a Voi tutti il nostro benvenuto. Il primo pannello (I) raccoglie attrezzi e reperti sul periodo della rivoluzione agricola, vale a dire il Neolitico. Questa a carattere Preistorico parte dal 3000 a.C. per arrivare al Neolitico Superiore in un percorso didattico sicuramente di grande interesse. Il secondo pannello (II) presenta la vita di un animale che ha anch'esso condizionato la vita delle popolazioni mediterranee: la pecora. Questo pannello si identifica con questo animale. L'altro animale che ha aiutato a sopravvivere le popolazioni contadine è il maiale ed è per questo che il terzo pannello (III) è dedicato ai modi di conservare e di lavorare la carne dei maiale con tutti gli attrezzi adatti. Di necessità la cucina (IV) con gli utensili. Questa è la ricostruzione di una cucina di fine 800, di derivazione napoletana. In questo ambiente si trovano degli oggetti spesso familiari. Proseguendo il cammino trovi pannelli dedicati al vino (V), alle bilance e a una serie di "campanacci" utilizzati per i bovini e tutto quello che serviva ai contadini per curare, adornare ed utilizzare questi animali che erano fondamentali per il lavoro (VI). Inoltre c'è la bacheca (VII) con gli oggetti preziosi e delicati di ceramica di Castelli. In fondo (VIII), è esposto tutto ciò che serviva per conservare e di uso quotidiano e nella parte sottostante una serie di "mortai". All'ingresso della successiva sezione espositiva, subito a destra trovi l'area dell'olio (IX), con reperti che vanno dal periodo etrusco al 1935. Le segnalazioni riportate nell'area sono sufficienti per una buona visita. A fronte, l'area del grano (X) con il pastificio De Cecco, che abbiamo recuperato e ristrutturato per intero. Il mulino produce realmente farina che è in vendita per i visitatori che vogliono così contribuire a far vivere il Museo e vari attrezzi per il grano ed una serie di misure Borboniche, perché non ci sarebbero state le civiltà mediterranee senza le piante spontanee che sono il farro ed il grano. Nell'uscire, prima di affrontare la scalinata, trovi un auditorium (XI) dove si svolgono concerti e dove pannelli tridimensionali ricostruiscono scene come la mietitura, la fienagione, la vita di uno stazzo ma, fondamentalmente, la raccolta delle olive con un vero albero di olivo piantato nell'area museale, inoltre potrai ammirare alcuni carri e l'area dei vino (XII), dove botti di grandi dimensioni fanno degna cornice all'ambiente ricostruito di una vecchia cantina. Nell'area del bar puoi approfittare per uno spuntino, un caffè e per una riflessione su quanto hai visto. Nella parte esterna dell'auditorium c'è un parco botanico (XIII) con più di 3000 piante autoctone, un laghetto, un piccolo ruscello, l'area della trebbiatura (XIV) con aratri ed un insieme di trebbie dalla fine dell'800 al 1940. Tutto questo merita una visita attenta. Rientrando nell'auditorium potrete osservare sulla sinistra La Mostra del Lupo (XV). Salendo dalla scalinata centrale, al piano superiore trovi l'area del lino e della canapa (XVI), con tutti gli attrezzi. Al primo piano uscendo all'esterno e salendo una rampa di scale potrete ammirare le botteghe artigianali (XVII), dove potrete osservare gli ambienti ricostruiti del "Falegname e Ciabattino". Una serie di vetrine (XVIII) raccolgono esempi della lavorazione al telaio , oggetti di uso quotidiano e strumenti musicali (XIX e XX) la caccia (XXI), gli abiti da sposa, le fasce, le camice e gli abiti della festa (XXII). Infine i macina caffè e orzo e vari tipi di lumi (XXIII), la bottega del sarto (XXIV). Ti prego di effettuare una sosta particolare davanti alla ricostruzione della camera da letto (XXV) di fine 800, realizzata sulla descrizione di Gabriele D'Annunzio, nelle "Novelle della Pescara", in particolare nel racconto "La veglia funebre".


 

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Ultimo aggiornamento: 31-05-2008 .

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