Ricca di tradizioni straordinarie, l’Abruzzo è una terra tutta da scoprire che, purtroppo, è stata spesso al centro di moltissime difficoltà. Terra contesa in epoca preromana e medioevale, l’Abruzzo non trovò pace nemmeno in tempi moderni, vista la moltitudine di terremoti che, negli anni, ne hanno sfigurato la bellezza. In ogni caso, la regione non si è mai lasciata piegare da alcuna sciagura. Ne sono un esempio lampante la moltitudine di attrazioni turistiche presenti in loco e, soprattutto, le meravigliose architetture antiche che, a tutt’oggi, affascinano i turisti lasciandoli incantati. In questa guida, andremo a veder alcuni tra i migliori monumenti in Abruzzo.

Alba Fucens

Si trova a circa mille metri dal livello del mare, nel comune di Massa d’Albe. Si tratta di uno straordinario sito archeologico sito ai piedi del monte Velino. L’Alba Fucens è un’antica colonia, romana di diritto, situata nell’antico territorio degli Equi, a ridosso di quello dei Marsi. Le testimonianze del suo splendore si ritrovano a tutt’oggi in edifici come l’anfiteatro e il ponte dell’acquedotto.

Rocca Calascio

Nel comune di Calascio, si erge dall’alto di uno sperone ad oltre 1400 metri dal livello del mare, un’antica rocca che, secoli fa, proteggeva il borgo sottostante; attualmente disabitato. Rocca Calascio offre alcuni dei migliori panorami d’Abruzzo. Lo sperone, infatti, si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Da esso, si vedono anche i Monti Marsicani, la Majella e Conca Peligna. Insomma, Rocca Calascio è uno dei luoghi più suggestivi da visitare nella regione, specie nei giorni in cui il mare emerge dalle nuvole sottostanti.

Abbazia di San Liberatore a Majella

Si trova a pochi km da Pescara, l’abbazia di San Liberatore alla Majella. Si tratta di uno dei più antichi monasteri della regione. L’abbazia fu costruita con la stessa pietra della montagna che lo protegge. San Liberatore a Majella caratterizza il piccolo borgo di Serramonacesca e, la sua fondazione, si deve, secondo una leggenda, alla diretta intercessione dell’imperatore Carlo Magno.

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