XXV Sagra del Fungo Porcino di Castelvecchio di Sante Marie (AQ): il 12 e 13 agosto due giorni tra boschi, tradizioni e sapori autentici d'Abruzzo di Fabio Ciciotti
di Redazione
28/07/2026
Ci sono luoghi che non si visitano soltanto, ma si vivono. Luoghi in cui il tempo sembra rallentare, il profumo del bosco accompagna ogni passo e le tradizioni continuano a raccontare storie che attraversano generazioni. Castelvecchio di Sante Marie, piccolo borgo incastonato nel cuore dell'Abruzzo, è uno di questi.
Il 12 e 13 agosto il paese si prepara ad accogliere migliaia di visitatori in occasione della XXV Sagra del Fungo Porcino, un appuntamento che negli anni è diventato uno degli eventi gastronomici più attesi dell'estate abruzzese.
Venticinque edizioni rappresentano un traguardo importante. Significano passione, volontariato, identità e soprattutto la volontà di custodire un patrimonio gastronomico e culturale che appartiene a tutta la Marsica. La Sagra del Fungo Porcino non è soltanto una festa dedicata ad uno dei prodotti simbolo del territorio, ma un vero e proprio viaggio nelle tradizioni di un borgo che continua a credere nella forza delle proprie radici.
Un anniversario speciale
La venticinquesima edizione rappresenta un momento di grande orgoglio per l'intera comunità di Castelvecchio.
Dietro ogni piatto servito, ogni tavolo apparecchiato, ogni addobbo e ogni dettaglio organizzativo ci sono settimane di lavoro dei volontari, delle associazioni locali e di tutti coloro che, anno dopo anno, rendono possibile questo evento.
La Sagra del Fungo Porcino è cresciuta nel tempo senza perdere la propria autenticità. Non è una manifestazione costruita a tavolino, ma nasce dal legame profondo tra il territorio e il bosco.
Ed è proprio il bosco il vero protagonista.
Il fungo porcino: il re della tavola
Tra tutti i prodotti che la natura offre, il fungo porcino occupa un posto speciale.
Profumato, carnoso, intenso, è uno degli ingredienti più apprezzati della cucina italiana e trova proprio nei boschi dell'Appennino centrale uno degli habitat ideali.
Le montagne che circondano Castelvecchio regalano ogni anno una raccolta ricca di esemplari che rappresentano una vera eccellenza gastronomica.
Il porcino diventa così protagonista assoluto della manifestazione, interpretato secondo le ricette della tradizione locale, mantenendo intatti i sapori autentici della cucina di una volta.
Un borgo da scoprire
Partecipare alla Sagra significa anche avere l'occasione di conoscere Castelvecchio di Sante Marie.
Passeggiando tra le sue vie si percepisce immediatamente il fascino dei piccoli borghi appenninici.
Case in pietra, scorci panoramici, aria fresca anche nelle giornate estive e quell'atmosfera familiare che soltanto i piccoli paesi riescono ancora a conservare.
Il territorio offre inoltre numerosi sentieri immersi nella natura, ideali per chi desidera trascorrere qualche ora tra boschi, montagne e panorami mozzafiato.
La Sagra diventa quindi anche un'occasione perfetta per organizzare una gita fuori porta e riscoprire uno degli angoli più suggestivi dell'Abruzzo.
Il programma della manifestazione
Le due giornate seguiranno un programma ricco di appuntamenti capaci di coinvolgere grandi e piccoli.
Nel pomeriggio il borgo inizierà ad animarsi con l'apertura ufficiale della manifestazione.
Le vie del paese saranno accompagnate dalla musica di intrattenimento, creando un'atmosfera allegra e conviviale che accompagnerà i visitatori fino a tarda sera.
Non mancheranno le tradizionali bancarelle artigianali, dove sarà possibile acquistare prodotti tipici, oggetti realizzati a mano e tante curiosità legate al territorio.
Grande spazio anche alla simpatica pesca porcina, uno dei momenti più attesi soprattutto dalle famiglie e dai bambini, che aggiunge un tocco di divertimento alla manifestazione.
Ore 18: il via ai sapori
Alle ore 18.00 prenderà ufficialmente il via la distribuzione delle prime specialità gastronomiche.
Ad aprire la serata saranno gli immancabili fritti.
Tra questi spiccano i gustosissimi fiori di zucca ripieni, preparati secondo la tradizione, insieme alle sempre apprezzate patatine fritte, perfette per iniziare una serata all'insegna del gusto.
È il momento ideale per passeggiare tra gli stand, incontrare amici, respirare il profumo della cucina e lasciarsi conquistare dai sapori genuini.
Ore 20: il cuore della festa
Alle ore 20.00 inizierà il momento più atteso della manifestazione.
Gli stand gastronomici serviranno il ricco menù che rappresenta il vero simbolo della Sagra.
Le protagoniste saranno naturalmente le straordinarie fettuccine ai funghi porcini, preparate seguendo la tradizione locale.
La pasta fresca incontra il profumo intenso dei porcini creando un piatto che ogni anno richiama visitatori provenienti da tutta la regione e non solo.
Accanto alle fettuccine sarà possibile degustare la tradizionale bruschetta porcina, semplice ma ricchissima di gusto.
Pane croccante, funghi porcini e ingredienti genuini diventano il simbolo della cucina contadina abruzzese.
Per gli amanti della carne non potranno mancare gli immancabili arrosticini di pecora, autentica eccellenza gastronomica dell'Abruzzo.
Cotti rigorosamente alla brace, rappresentano una delle specialità più amate dai visitatori.
Il menù propone inoltre il classico panino con salsiccia, preparato al momento e perfetto per chi desidera assaporare uno dei grandi classici delle sagre italiane.
Tra le ricette più caratteristiche spiccano anche i tradizionali ceci con porcini, piatto che racconta la semplicità e la genuinità della cucina contadina.
A concludere il percorso gastronomico saranno gli immancabili dolci fatti in casa, preparati dalle sapienti mani delle volontarie del paese secondo antiche ricette tramandate nel tempo.
Crostate, ciambelle, biscotti e tante altre specialità renderanno ancora più dolce una serata già ricca di emozioni.
Ore 23: il tradizionale Ballo della Pupazza
Quando la serata entrerà nel vivo, sarà il momento di uno degli appuntamenti più suggestivi della manifestazione.
Alle ore 23.00 spazio al tradizionale Ballo della Pupazza.
Una tradizione popolare che affonda le proprie radici nella cultura delle feste patronali e che continua ancora oggi ad emozionare grandi e piccoli.
Musica, colori, spettacolo e allegria accompagneranno il pubblico in un momento capace di unire folklore e divertimento.
È uno degli appuntamenti che ogni anno richiama tantissimi spettatori e rappresenta il perfetto finale di una serata indimenticabile.
Molto più di una semplice sagra
Chi arriva a Castelvecchio per la prima volta scopre immediatamente che questa manifestazione va oltre il semplice aspetto gastronomico.
La Sagra rappresenta un'occasione per ritrovarsi.
Famiglie, giovani, anziani, turisti e visitatori condividono gli stessi tavoli, assaporano gli stessi piatti e vivono insieme momenti di autentica convivialità.
È il valore dello stare insieme che rende questa manifestazione così speciale.
Ogni sorriso, ogni brindisi, ogni piatto servito racconta una comunità che continua a credere nella forza delle tradizioni.
L'importanza del volontariato
Dietro il successo della Sagra del Fungo Porcino c'è soprattutto il lavoro silenzioso di decine di volontari.
Persone che dedicano tempo, energie e passione affinché tutto possa svolgersi nel migliore dei modi.
Dall'allestimento degli spazi alla preparazione dei piatti, dall'organizzazione logistica all'accoglienza dei visitatori, ogni dettaglio è il risultato di un impegno collettivo.
È questo spirito che rende la manifestazione autentica.
Non esistono protagonisti individuali, ma una comunità che lavora unita per valorizzare il proprio territorio.
Perché partecipare
Visitare la XXV Sagra del Fungo Porcino significa vivere un'esperienza completa.
Significa assaporare prodotti genuini.
Scoprire un borgo ricco di storia.
Respirare l'aria pulita dell'Appennino.
Conoscere persone che custodiscono ancora il valore dell'ospitalità.
Riscoprire quei ritmi lenti che spesso dimentichiamo nella vita quotidiana.
È una festa capace di coinvolgere tutte le età.
I bambini troveranno momenti di gioco e divertimento.
Gli adulti potranno gustare le specialità gastronomiche.
Gli appassionati di tradizioni popolari assisteranno al Ballo della Pupazza.
Gli amanti della natura potranno approfittarne per esplorare il territorio circostante.
Un invito a vivere l'Abruzzo autentico
L'Abruzzo viene spesso definito la regione verde d'Europa.
Una definizione che trova piena conferma proprio in luoghi come Castelvecchio di Sante Marie.
Qui la natura incontra la cultura, la gastronomia incontra la tradizione e ogni visitatore può sentirsi parte di una grande famiglia.
La XXV Sagra del Fungo Porcino rappresenta tutto questo.
Due giornate dedicate al gusto, alla convivialità, al folklore e alla valorizzazione di uno dei prodotti simbolo della cucina italiana.
Il 12 e 13 agosto il piccolo borgo marsicano aprirà le proprie porte a chiunque desideri vivere un'esperienza autentica fatta di profumi, sapori, sorrisi e tradizioni.
Perché alcune feste non si raccontano soltanto.
Si vivono.
E la XXV Sagra del Fungo Porcino di Castelvecchio di Sante Marie è una di quelle esperienze che, una volta vissute, rimangono nel cuore insieme al profumo inconfondibile dei boschi d'Abruzzo e dei loro straordinari funghi porcini.
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